Per far scomparire una malattia non è sufficiente il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie di una popolazione?
Alcuni pensano che le attuali elevate condizioni di nutrizione e di igiene della nostra popolazione, di per sé costituiscano un ostacolo alla diffusione delle malattie infettive o al manifestarsi delle complicazioni che a queste malattie possono far seguito. C’è chi ritiene che la scomparsa di malattie come la poliomielite o la difterite nei Paesi sviluppati non sia dovuta alla vaccinazione, ma alle migliorate condizioni di vita.
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Quali sono attualmente i rischi per i nostri bambini di ammalarsi di una malattia come la poliomielite e la difterite, ormai scomparse nei Paesi sviluppati? Perché queste due vaccinazioni continuano ad essere praticate?
Sono due le malattie prevenibili con la vaccinazione eliminate nei Paesi sviluppati: la difterite e la poliomielite.
Quando si parla di eliminazione di una malattia infettiva si intende l’assenza di casi di malattia/infezione in una determinata area geografica. É cosa diversa dall’eradicazione, cioè l’assenza di casi di infezione e assenza di circolazione dell’agente patogeno in tutto il mondo. Sino ad ora soltanto il vaiolo è stato eradicato, ed è per questo motivo che nessuno viene più vaccinato contro questa malattia, ma invece si continua a vaccinare per Polio e Difterite.
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Quali sono i rischi legati alle malattie ancora presenti anche nei Paesi sviluppati, come tetano, pertosse, epatite B, meningiti batteriche, morbillo, parotite e rosolia?
Il Tetano a causa delle sue caratteristiche peculiari, (questo batterio produce delle spore, che resistono sia ai comuni disinfettanti che al calore) non è di fatto eliminabile. Se una spora, penetrando in una ferita anche piccolissima, trova delle condizioni di carenza di ossigeno, come spesso accade nelle ferite più profonde, si apre e il batterio produce una tossina che provoca il tetano, una gravissima infezione che provoca delle contrazioni muscolari, incompatibili con la vita in circa il 50% dei casi! Questa infezione non verrà mai eradicata, perché non avremo mai la possibilità di eliminare le spore dal terreno e più in generale dall’ambiente; infatti il germe del tetano vive anche nell’intestino di diversi animali.
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I vaccini conferiscono una protezione efficace e duratura?
Per poter registrare un vaccino presso l’EMA (Agenzia Europea dei Farmaci) o la FDA (Food and Drug Administration), il produttore deve presentare la documentazione, basata su studi clinici, che dimostra l’efficacia e la sicurezza del prodotto. Ulteriori valutazioni di efficacia e sicurezza vengono effettuate dal momento in cui un nuovo vaccino viene utilizzato in modo estensivo nella popolazione.
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Perché si inizia a vaccinare subito dopo il compimento dei due mesi? Non è troppo presto?
La vaccinazione si inizia a 2 mesi compiuti per tre ragioni:
- a 2 mesi il sistema immunitario del bambino è già in grado di rispondere alla vaccinazione;
- nel bambino di 2 mesi le vaccinazioni sono sicure: aspettare non serve ad aumentare la sicurezza dell’atto vaccinale;
- ogni ritardo nell’inizio delle vaccinazioni prolunga il periodo in cui il bambino è suscettibile alle infezioni prevenibili con il vaccino.
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Come viene valutata la sicurezza dei vaccini?

Quando diciamo che un vaccino è sicuro, che cosa intendiamo realmente? Se ci pensiamo bene, molte controversie sui vaccini ruotano intorno alla definizione di “vaccino sicuro”. Se con questo termine intendiamo un prodotto che è totalmente esente da effetti collaterali, allora nessun vaccino è sicuro al 100%. Esattamente come nessuna attività umana è sicura: un certo rischio, per quanto piccolo, esiste in tutte le nostre attività.

Anche l’ambiente percepito come più sicuro, ossia la nostra casa, comporta un rischio: si stima che in Italia ogni anno più di 4.000 persone muoiano per incidenti domestici. Se invece per “sicuro” si intende un vaccino che solo molto raramente o eccezionalmente può provocare degli effetti collaterali seri e tuttavia questi sono considerati accettabili, proprio perché quel vaccino difende da un pericolo più grande, rappresentato dalla malattia, allora siamo di fronte ad una definizione più aderente alla realtà. Inoltre quando un evento grave, come l’insorgenza di un’epilessia oppure un’encefalite, si presenta a breve distanza da una vaccinazione, si tende ad attribuirlo a quest’ultima.

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I vaccini indeboliscono o sovraccaricano il sistema immunitario? La somministrazione contemporanea di più vaccini comporta dei rischi?
Alcuni ritengono che il sistema immunitario del bambino sia fragile. Ma se così fosse, gran parte dei neonati non sopravvivrebbe alla moltitudine di virus, batteri e funghi che si trova a fronteggiare subito dopo la nascita. Alcuni oppositori delle vaccinazioni su questo punto si contraddicono: da una parte affermano che le infezioni come la pertosse, il morbillo e altre sono salutari perché rafforzano il sistema immunitario del bambino, dall’altra sconsigliano le vaccinazioni in quanto esse sollecitano il sistema immunitario.
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Esistono accertamenti preliminari alla vaccinazione, al fine di evitare il rischio di reazioni gravi?
Ogni medico vorrebbe avere a disposizione accertamenti di laboratorio in grado di prevedere o prevenire eventuali reazioni avverse conseguenti alla somministrazione dei vaccini, ma attualmente non esiste nulla del genere: intendiamo dire nulla che sia basato su evidenze scientifiche, altrimenti tutti noi effettueremmo questi accertamenti (e come noi i nostri colleghi di tutto il mondo); esiste invece la possibilità, attraverso l’anamnesi, di identificare le situazioni che controindicano (temporaneamente o per sempre) la somministrazione di un vaccino oppure le situazioni che richiedono prudenza nell’iniziare o continuare una vaccinazione.
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Quali additivi (conservanti, adiuvanti etc.) sono contenuti nei vaccini? Si tratta di sostanze tossiche?
Il Tetano a causa delle sue caratteristiche peculiari, (questo batterio produce delle spore, che resistono sia ai comuni disinfettanti che al calore) non è di fatto eliminabile. Se una spora, penetrando in una ferita anche piccolissima, trova delle condizioni di carenza di ossigeno, come spesso accade nelle ferite più profonde, si apre e il batterio produce una tossina che provoca il tetano, una gravissima infezione che provoca delle contrazioni muscolari, incompatibili con la vita in circa il 50% dei casi! Questa infezione non verrà mai eradicata, perché non avremo mai la possibilità di eliminare le spore dal terreno e più in generale dall’ambiente; infatti il germe del tetano vive anche nell’intestino di diversi animali.
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I vaccini possono causare la sindrome da morte improvvisa del lattante (SIDS, morte in culla)?
Negli Stati Uniti ogni anno si verificano 1.600 casi di morte improvvisa del lattante (detta anche SIDS = Sudden Infant Death Syndrome). Poiché più del 90% dei bambini riceve diversi vaccini tra 2 e 12 mesi d’età, è stato calcolato che circa 50 casi di SIDS si verifichino entro 24 ore dalla vaccinazione per un semplice effetto del caso. Il fatto che una SIDS si verifichi a breve distanza dalla vaccinazione non implica un rapporto di causa-effetto.
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I vaccini possono provocare l’autismo?
Ogni medico vorrebbe avere a disposizione accertamenti di laboratorio in grado di prevedere o prevenire eventuali reazioni avverse conseguenti alla somministrazione dei vaccini, ma attualmente non esiste nulla del genere: intendiamo dire nulla che sia basato su evidenze scientifiche, altrimenti tutti noi effettueremmo questi accertamenti (e come noi i nostri colleghi di tutto il mondo); esiste invece la possibilità, attraverso l’anamnesi, di identificare le situazioni che controindicano (temporaneamente o per sempre) la somministrazione di un vaccino oppure le situazioni che richiedono prudenza nell’iniziare o continuare una vaccinazione.
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I vaccini possono provocare l’epilessia? Si tratta di sostanze tossiche?
Le convulsioni (con o senza febbre) sono descritte tra gli eventi rari o molto rari dopo una vaccinazione. Va sottolineato che le convulsioni sono una manifestazione comune a diverse condizioni cliniche (alcuni bambini sono soggetti a convulsioni in caso di febbre da qualsiasi causa), mentre l’epilessia è una ben precisa entità che può manifestarsi anche (ma non solo) con crisi convulsive. Nella letteratura scientifica non è stato messo in evidenza un rapporto tra somministrazione dei comuni vaccini pediatrici e quadri clinici di epilessia.
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I vaccini possono causare encefalite o encefalopatia?
In passato la vaccinazione contro la pertosse era stata sospettata di causare un’encefalopatia caratterizzata dall’insorgenza di crisi convulsive e di un successivo deficit intellettivo. Uno studio aveva dimostrato che la maggior parte dei pazienti con diagnosi di encefalopatia post-vaccinale erano in realtà affetti da epilessia mioclonica severa dell’infanzia (sindrome di Dravet).
Una ricerca condotta nel 2010 (McIntosh 2010) ha dimostrato che la vaccinazione non è la causa della sindrome di Dravet; in questi bambini la mutazione del gene SCN1A si produce nel corso dello sviluppo embrionale, durante la gravidanza, e la patologia prima o poi si manifesta, anche in assenza di vaccinazione.
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I vaccini aumentano il rischio di sviluppare allergie e asma?
Ogni medico vorrebbe avere a disposizione accertamenti di laboratorio in grado di prevedere o prevenire eventuali reazioni avverse conseguenti alla somministrazione dei vaccini, ma attualmente non esiste nulla del genere: intendiamo dire nulla che sia basato su evidenze scientifiche, altrimenti tutti noi effettueremmo questi accertamenti (e come noi i nostri colleghi di tutto il mondo); esiste invece la possibilità, attraverso l’anamnesi, di identificare le situazioni che controindicano (temporaneamente o per sempre) la somministrazione di un vaccino oppure le situazioni che richiedono prudenza nell’iniziare o continuare una vaccinazione.
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Quali sono i reali rischi da vaccinazione? Si tratta di sostanze tossiche?
Naturalmente i vaccini, come tutti i farmaci, possono essere accompagnati da effetti collaterali.
A parte le reazioni banali come la febbre o l’irritabilità, sono descritte reazioni estremamente rare, come le reazioni allergiche gravi (shock anafilattico): quest’ultimo compare in genere immediatamente o entro pochi minuti dalla vaccinazione. É sufficiente, dopo la vaccinazione, rimanere per almeno 15 minuti nella sala d’attesa dell’ambulatorio vaccinale, che è attrezzato per il trattamento di questo tipo di reazioni.
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Ho scelto di curare mio figlio con l’omeopatia: perché dovrei sottoporlo alle vaccinazioni?
Le medicine alternative, inclusa l’omeopatia, non sono incompatibili con la medicina cosiddetta “convenzionale”. L’Associazione Britannica di Omeopatia (British Homeopathic Association) e la Facoltà di Omeopatia (Faculty of Homoeopathy), con sede a Londra, sono due autorevoli istituzioni, collegate tra loro, che riuniscono i cultori di questa materia, oltre ad occuparsi di formazione e attività scientifiche in campo omeopatico. Nessuna delle due mostra posizioni anti-vaccino.
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Mio figlio potrebbe avere un’immunità naturale contro il tetano? Esiste un esame di laboratorio per saperlo?
É accaduto che alcuni genitori decidessero di testare la quantità di anticorpi contro il tetano nel sangue dei loro figli non vaccinati, nella speranza di evitare la vaccinazione qualora il risultato fosse stato positivo. In effetti molti laboratori hanno i reagenti per effettuare questo esame, ma la domanda fondamentale è: esiste un livello di anticorpi nel sangue tale da garantire che un individuo sia protetto dal tetano? La questione non è semplice.
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PerchE' alcune Regioni italiane hanno iniziato un cammino verso la reintroduzione delle vaccinazioni come requisito di accesso alle strutture educative?
Le leggi che regolamentano l’obbligatorietà delle 4 vaccinazioni (• Legge 6 giugno 1939, n° 891: “Obbligatorietà della vaccinazione antidifterica”, • Legge 5 marzo 1963, n° 292 “Vaccinazione antitetanica obbligatoria”, • Legge 4 febbraio 1966, n° 51 “Obbligatorietà della vaccinazione antipoliomielitica”, Legge 27 maggio 1991, n° 165 “Obbligatorietà della vaccinazione contro l’epatite virale B”) non sono in realtà mai state abrogate e, quindi, sono tuttora vigenti. Tuttavia nel corso degli anni l’applicazione delle sanzioni amministrative previste per l’inosservanza di tali Leggi è stata ritenuta uno strumento obsoleto e inadeguato a far fronte al fenomeno del rifiuto delle vaccinazioni, e si è preferito adottare atteggiamenti di dialogo e di promozione della consapevolezza dei cittadini. Nel 1999 si giunse in Italia a una situazione epidemiologica tale da consentire di sospendere l’obbligo del certificato vaccinale per l’ammissione alla scuola dell’obbligo: le coperture vaccinali infatti erano elevate, superiori al 95%, e non vi erano condizioni di rischio particolari legate all’aumento o al ritorno di determinate malattie. Tuttavia nel decreto del Presidente della Repubblica 26 gennaio 1999, n. 355 si ribadiva che il dirigente scolastico rimaneva responsabile della scelta di accettare bambini non vaccinati all’interno della struttura scolastica e ne rispondeva in caso di focolai di malattie.
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